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Terzo incontro: il problema ACQUA. PDF Stampa E-mail
Ci siamo trovati ancora a casa di Marco Viola e Chiara Ceolato [la prossima volta pare invece che sia certa la disponibilità della sala presso il ''casone'' del parco della cava di Bosco di Rubano [sta a Willy organizzare la cosa...]. Presenti: Nicola F., Marco e Chiara, Claudia C., Serena e Davide, PJ Vergati, Silvio B., Luca B., Willy e Chiara, Leo... [chiedo scusa a chi ho dimenticato].

Il tema riguardava le problematiche legate al consumo dell''''acqua; sul tema, Claudia Casotto ha gentilmente redatto una bella relazione [riportata qui sotto], alla quale fa seguito l''''ottimo dossier di

Luca Breda.


A chi fosse interessato all''''installazione di un purificatore d''''acqua di rubinetto [da applicare sotto il lavello di casa], mi faccia sapere perchè ho alcuni riferimenti... [un buon impianto costa però circa 2 milioni].

Prossimo incontro: 18 aprile - tema: OGM [tutti sono invitati a raccogliere informazioni e materiale sul quale discutere] + approfondimento sul cioccolato [a cura di Claudia Casotto].

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"sora acqua"

Il nostro Paese, o almeno una parte di esso, è sicuramente tra i più fortunati al mondo in tema disponibilità d’acqua, grazie alla presenza di fiumi, laghi e sorgenti, senza dimenticare che è circondato dal mare per almeno tre lati. Tale abbondanza, unita all’irrisorio costo, porta facilmente allo spreco, ed in questo noi italiani sembriamo essere campioni; secondo i dati ufficiali dell’Unione europea, infatti, siamo al primo posto nella classifica di prelievo medio annuo per abitante [980 metri cubi contro gli 890 della Spagna ed i 700 della Francia], conserviamo la pole position per i prelievi ad uso domestico [249 litri per abitante al giorno contro i 156 della Francia o i 162 dell’Austria]. A ciò va aggiunto l’utilizzo per l’agricoltura dove consumiamo la maggiore quantità per ettaro irrigato rispetto agli altri paesi comunitari [1].
Se i dati sulle nostre abitudini sono allarmanti, ancor più lo sono quelli sulla situazione degli acquedotti italiani, dove la maggior parte delle condotte disperde almeno il 30% dell’acqua disponibile.
Alla luce di questi dati sembra paradossale il solo pensiero di creare un “ponte†in grado di trasportare al Sud l’acqua necessaria a superare i periodi di “magraâ€, se un normale acquedotto disperde circa il 30% del suo contenuto, cosa potrebbe rimanere all’interno di un acquedotto che parte da Pontelagoscuro, sul Po, ed arriva a Barletta scendendo per 700 Km lungo l’Adriatico?
Ben poco verrebbe spontaneo pensare, eppure la California del Sud è dissetata da un acquedotto che porta l’acqua dal Nord attraverso 600 Km di tubature.

Perché poi dovremmo costruire una simile opera se siamo il Paese con la maggiore quantità di risorse idriche? Ma da dove vengono tali risorse? In Italia l’acqua potabile proviene da tre fonti:

1. l’acqua di falda, che copre il 53% del fabbisogno, si trova sottoterra delimitata da strati argillosi impermeabili, in media è abbastanza pulita e, poiché non richiede sistemi di filtraggio, è relativamente poco costosa;

2. l’acqua di sorgente;

3. l’acqua di superficie, cioè i laghi, i fiumi ed i bacini artificiali.

Le categorie sopra riportate rappresentano il nostro “pozzo†d’approvvigionamento, ma esso non è sufficiente a coprire le nostre “esigenzeâ€.
In media ogni anno il nostro Paese riceve circa 300 miliardi di litri di acqua piovana, la metà evapora e l’altra metà circola in superficie e nelle falde sotterranee; purtroppo tra agricoltura, industria e centri abitati ne assorbiamo circa il 50%, l’acqua che rimane di riserva deve essere compensata da quella che ritorna con le piogge, attingendone però gran parte di quella disponibile ci si avvicina all’emergenza.

Il nostro consumo irrazionale non è certo frenato dal costo della risorsa che è pressoché irrisorio, poiché paghiamo una tariffa politica ai consorzi comunali [oltre 9000] che gestiscono l’acqua trasferendo le spese allo Stato [in tal modo ogni anno vengono addebitati allo Stato costi non pagati per 6.000 miliardi].

La Legge Galli del ‘94, che non è ancora stata applicata, porta avanti il progetto di industrializzazione del sistema idrico, il cui effetto sarà molto probabilmente quello di trasformare l’acqua nel cosiddetto “petrolio biancoâ€, poiché le tariffe saranno completamente a carico dei cittadini a fronte di una migliore qualità [2] pare [?].

I consigli per correre ai ripari contro lo spreco di una risorsa così importante sono molto semplici, ad esempio realizzare impianti a doppia tubatura: una per convogliare l’acqua migliore per usi potabili, l’altra per tutto il resto [elettrodomestici vari] [3], fare la doccia anziché il bagno [25 litri per una doccia di 2 minuti contro i 90 di un bagno], fare lavatrici e lavastoviglie solo a pieno carico, chiudere i rubinetti quando ci si lava i denti i ci si fa la barba, applicare dei “frangigetto†ai rubinetti per miscelare l’acqua con l’aria e ridurre il consumo del prezioso bene, etc.

Il consumo “forsennato†non riguarda solo l’acqua di rubinetto ma anche quella minerale, per la quale l’aspetto più rilevante è sicuramente quello economico: l’acquisto di acqua minerale al supermercato, da sostituire a quella “domestica†per fini commestibili è un’abitudine molto frequente, ma quali sono gli effetti?

a] La lotta da parte delle multinazionali per l’appropriazione [= ottenimento delle concessioni] della maggior parte delle fonti; è profittevole, infatti, acquistare più pozzi e frammentare i nominativi delle acque in modo da “aumentare†la scelta per il consumatore e porre in secondo piano l’appartenenza ad unico soggetto. Se anche una di queste “acque†venisse attaccata dopo eventuali controlli, le altre sarebbero comunque salve.

b] Il trasporto, che avviene prevalentemente su gomma con conseguente intasamento delle strade.V
c] L’utilizzo della plastica per l’imbottigliamento.

Che dire poi di tutti i pozzi da cui viene estratta l’acqua? In alcuni casi si è scesi a profondità tale da raggiungere l’acqua fossile, questa è più pulita, perché meno contaminata dal nostro inquinamento, e quindi è meno costosa da purificare, ma è l’acqua destinata ai nostri figli!

Ogni volta che un pozzo viene dimesso, inoltre, esso diventa una potenziale fonte di inquinamento delle falde; questo, infatti, non è che un foro che immette sostanze inquinanti nel sottosuolo.

Le ultime novitÃ

Anche in Italia verrà introdotta a breve l’acqua di rubinetto in bottiglia, all’estero pare sia già conosciuta ed apprezzata perché le acque minerali costano parecchio, ma qui da noi, dato il costo contenuto dell’acqua minerale, probabilmente non sarà così conveniente, infatti una ditta produttrice ha annunciato il suo prezzo pari a 690 lire per una bottiglia di 1,5 litri; più cara rispetto ad alcune marche di minerali.

Dal punto di vista qualitativo non paiono esserci controindicazioni, l’acqua dell’acquedotto, per essere potabile, deve superare 62 controlli di qualità , contro i 49 delle minerali. La differenza maggiore rispetto alla minerale sta nella possibilità di modifiche chimiche; mentre per la minerale è possibile solo l’aggiunta di anidride carbonica per l’acqua del rubinetto di potrebbero creare versioni attente alle esigenze dei consumatori: meno sodio per gli ipertesi, più calcio per combattere l’osteoporosi o ferro contro l’anemia, ma poiché ciascuno di questi elementi ha delle controindicazioni sarebbe necessario illustrare benefici e svantaggi, proprio come con i medicinali.



NOTE:

[1] L’Italia è comunque in buona compagnia, infatti, è stato calcolato che il consumo di acqua nei Paesi che si affacciano sul bacino del Mediterraneo raddoppia ogni 20 anni. Ciò è dovuto all’aumento della popolazione certo, ma anche e soprattutto al cambiamento dello stile di vita [si pensi se tutti gli abitanti dei Paesi presi in considerazione, compresi quelli africani, cominciassero ad apprezzare i benefici di una doccia quotidiana …].

[2] Secondo l’ultima indagine di Legambiente la qualità della nostra acqua lascia piuttosto a desiderare, lo scettro della peggiore spetta a Piacenza con 34,2 mg per litro di nitrati, elementi vietati, segue Lecce con 30,7 e Siracusa con 30.

[3]In Germania si pensa già alla progettazione di case con un serbatoio in grado di raccogliere l’acqua piovana da utilizzare negli sciacquoni o nelle lavatrici, pensate che ogni volta che andiamo in bagno consumiamo fino a 9 litri di acqua potabile che finisce direttamente nelle fognature.
 
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