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Come si fa il consumo critico PDF Stampa E-mail

Alla base di ogni scelta del consumatore responsabile è la corretta informazione, per cui ognuno dovrebbe dotarsi di buoni libri, guide, manuali sul consumo critico, leggere periodici che si interessano di tematiche legate al concetto di giustizia sociale ed economica, cercare fonti che forniscano informazione alternativa e controcorrente, confrontarsi con altre persone o gruppi di persone interessate alle stesse tematiche. Si ritiene indispensabile la "Guida al consumo critico" edita dalla EMI (è disponibile anche una "miniguida" redatta al movimento Gocce di Giustizia); suggeriamo di leggere periodicamente anche Nigrizia, Mani Tese, Vita, AltrEconomia, ecc.

Con una corretta informazione, ma soprattutto rompendo letteralmente le scatole ai negozianti e ai produttori con numerose e insistenti domande, il consumatore responsabile orienta la sua scelta verso quei prodotti che rispondono alla sua scala di valori, che per un cristiano sarà certamente diversa da quella di un trafficante di armi.

Le difficoltà sono enormi, ma il consumatore non deve e non può rassegnarsi, non può stare zitto, altrimenti la situazione già grave potrebbe peggiorare. Ci si deve battere affinché lo sviluppo economico non significhi soltanto sfruttamento delle popolazioni povere, depauperamento delle materie prime e inquinamento, ma benessere e miglioramento delle condizioni di vita.

Un'ottima modalità di praticare il consumo critico è quella di far parte di un GAS - Gruppo di Acquisto Solidale (cosa che sta cercando di fare anche il gruppo GRACES).

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I gruppi di acquisto solidali orientano i loro acquisti collettivi verso piccoli produttori locali rispettosi dell'uomo e dell'ambiente. Acquistare in questo modo comporta una lunga serie di vantaggi, che sono poi le motivazioni che spingono le persone a far parte dei gruppi di acquisto. Proviamo a vedere i principali vantaggi di questa pratica di acquisto.

  • perché scegliere prodotti locali

  • perché scegliere piccoli produttori

  • perché scegliere prodotti biologici o ecologici

  • perché porre attenzione alle condizioni di lavoro

  • perché acquistare in gruppo



Perché scegliere prodotti locali

- I trasporti

Scegliere prodotti locali significa in primo luogo ridurre l'inquinamento, il consumo di energia ed il traffico per il trasporto della merce. Nell'economia globale i beni viaggiano da una parte all'altra del pianeta in seguito a considerazioni economiche sul costo della manodopera e delle materie prime nei diversi luoghi. Questa calcolo economico svolto dalle aziende non tiene però conto dei costi indiretti dei trasporti che vengono scaricati sulla collettività. Tali costi comprendono l'inquinamento, l'utilizzo delle strade, l'impiego di energia fossile, gli incidenti stradali, le perdite di tempo dovute alla congestione del traffico. Se tali costi venissero attribuiti direttamente su chi li genera, scopriremmo quanto incide il costo del trasporto su di un prodotto e saremmo naturalmente portati a scegliere prodotti locali. In assenza di questo sistema di attribuzione dei costi, possiamo supplire con la nostra intelligenza e preferire prodotti locali. Detto in un altro modo, scegliere prodotti locali è un modo per diminuire il nostro carico ambientale. I prodotti locali, inoltre, dovendo viaggiare di meno possono arrivare più freschi sulle nostre tavole e quindi richiedono meno conservanti.

- La conoscenza

Un altro vantaggio nella scelta di prodotti locali è la possibilità di conoscere meglio il comportamento della ditta che li produce. I gruppi di acquisto cercano un contatto diretto con i produttori, ad esempio andandoli a trovare per conoscerli e vedere quali sono i metodi di lavoro. In alcuni casi si organizzano delle gite presso il produttore con degustazione di prodotti tipici. È in questo modo più difficile che un produttore adotti comportamenti che non condividiamo senza che noi lo veniamo a sapere. Quando conosciamo la storia di un prodotto che mangiamo o utilizziamo, cambia anche il nostro rapporto verso di esso. L'oggetto o il cibo escono dall'anonimato ed acquistano una loro storia.

- Culture e colture

I prodotti locali spesso si accompagnano a colture e culture tradizionali della propria zona; sia le colture che le culture rischiano di scomparire sotto le spinte di uniformità del mercato globale. Mangiare prodotti tradizionali è un modo per allungare la loro vita e proteggere la biodiversità, oltre che conservare un mondo di sapori, ricette e tradizioni.



Perché scegliere piccoli produttori

- La conoscenza

Una maggiore facilità nella conoscenza del produttore si ha anche nella scelta di produttori piccoli, in quanto in generale una azienda piccola ha un potere di influenza minore e può essere verificata più facilmente.

- L'occupazione

I produttori piccoli sono in generale ad elevata intensità di mano d'opera (ore di lavoro utilizzate per un prodotto), rispetto alle aziende grandi che sono per lo più ad elevata intensità di capitale (quota di finanziamenti utilizzata per un prodotto). La scelta dei primi rispetto ai secondi è quindi uno strumento importante per creare occupazione, ovvero per fare in modo che i soldi che spendiamo servano a pagare in misura maggiore chi ha lavorato rispetto alle banche o agli azionisti.



Perché scegliere prodotti biologici o ecologici

- La salute

I gruppi di acquisto solidali in genere si orientano verso prodotti biologici o ecologici, o comunque a basso impatto ambientale. La prima motivazione è la salute, sia di chi consuma o utilizza il prodotto, sia di chi lo produce. Possiamo in questo modo mangiare cose naturali, recuperando anche i sapori della tradizione.

- L'ambiente

A questa si unisce ovviamente l'attenzione alla conservazione della natura e quindi anche alla salute delle generazioni future. Non staremo a fare l'elenco dei guai ambientali in cui ci siamo cacciati, l'acquisto di prodotti biologici o ecologici ha un effetto diretto sulla diminuzione dei pesticidi, dell'inquinamento, del consumo di risorse e di energia.



Perché porre attenzione alle condizioni di lavoro

- Il lavoro

L'economia mondiale, nell'era della globalizzazione, sta portando ad una corsa verso il fondo nelle condizioni di lavoro: le multinazionali spostano la loro produzione dove i costi sono più bassi, ovvero dove la manodopera è pagata meno ed i diritti dei lavoratori sono meno rispettati. Il prezzo basso a cui possiamo comprare un giocattolo in plastica proveniente dall'Asia è una magra consolazione se pensiamo che i posti di lavoro in Italia si trovano a competere con paghe enormemente inferiori in qualche angolo del mondo. L'unico modo per uscire da questa corsa verso il fondo che danneggia tutti è richiedere un livello minimo accettabile nelle condizioni di lavoro che debba essere rispettato in qualsiasi parte del mondo. Preferire i prodotti senza sfruttamento significa aiutare a regolare il mercato del lavoro.



Perché acquistare in gruppo

- La socializzazione

Trovarsi in gruppo con un obiettivo comune aiuta a vivere delle relazioni e favorisce lo scambio di idee. Analizzare prodotti e produttori porta ad uno scambio di esperienze tra i partecipanti utile per definire insieme dei criteri per guidare le nostre scelte. Il gruppo fornisce un importante appoggio psicologico, e le immancabili cene a base di prodotti tradizionali aiutano a presentare l'economia come un'esperienza conviviale.

- Sviluppare insieme una mentalità critica

Il gruppo aiuta anche a non sentirsi soli nella propria critica al consumismo, e anzi favorisce lo sviluppo comune di una mentalità di consumo critico. Inoltre, il gruppo di acquisto aiuta a decidere i propri consumi e quindi le proprie spese, favorendo la scelta verso ciò che ci serve di più. Il gruppo aiuta anche, attraverso l'esperienza concreta, a liberarsi dal senso di frustrazione che coglie il consumatore critico quando vaga tra gli scaffali del supermercato alla ricerca di un prodotto "etico" che sempre si nasconde.

- Il risparmio

Nella pratica degli acquisti collettivi inoltre si risparmia anche, in quanto il produttore si vede assicurata una certa quantità di ordini ed è quindi disposto a fare degli sconti, ed è possibile saltare il livello della distribuzione e quindi risparmiare su uno degli intermediari. In questo modo prodotti come ad esempio quelli biologici possono avere un prezzo accessibile a tutti. La salute non deve essere un lusso per una élite.

- Influire sulla produzione

Acquistando in gruppo e conoscendo direttamente il produttore è inoltre possibile influenzarne in modo più diretto il comportamento, sia per il tipo di prodotti, che in generale per le scelte di conduzione della attività. È anche possibile richiedere confezioni grandi da dividere tra i componenti del gruppo diminuendo così gli imballaggi.

- Il sostegno ai produttori

Con lo strumento degli acquisti collettivi è possibile fornire una possibilità di sbocco a molti piccoli produttori che si trovano esclusi dai canali della grande distribuzione, che per sua natura preferisce aziende medie o grandi che possono garantire una certa produzione.

- L'economia locale

I gruppi d'acquisto vanno nella direzione della creazione di una zona di economia locale, in cui ci si scambia per lo più beni e servizi all'interno di una regione. Questo processo è un modo per marginalizzarsi rispetto all'economia globale e quindi limitarne gli effetti speculativi. In questo modo, si valorizzano varietà e tradizioni locali minacciate dalle egemonie monoculturali. I gruppi di acquisto costituiscono quindi anche una pratica di alternativa economica.

 
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